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Il comune di Noasca appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Itinerari

Itinerari

Bivacco Giraudo

Nome Descrizione
Indirizzo Via Umberto I° n.1 - C/O Centro Visitatori
Telefono 0124901070
Punto di partenza Parcheggio a Balmarossa di sopra m. 1370
Punto di arrivo Bivacco Giraudo m. 2620
Tempo percorrenza Salita ore 4,30
Grado di difficoltà EE
Dislivello m. 1250
Caratteristiche Lasciata l’auto si percorre il sentiero fino a borgata Potes, poi ci si alza rapidamente, portandosi alla base del salto della cascata, dove sorge l’Alpe Roc a m. 1818, dopo qualche svolta troviamo l’Alpe Pianes e più avanti si giunge al bivio, sopra l’Alpe Foges, a m. 2265. Si procede verso l’Alpe di Breuil, a m. 2380. il sentiero sale con faticose svolte, superando una bastionata, per giungere finalmente al bivacco posto in un magnifico ripiano, vicino al lago Piatta.
L’ambiente, di alta montagna, è suggestivo, attorniato dalle cime del Gran Etret, Denti del Broglio, Becca di Monciair e Ciarforon.
Note: sempre aperto, non gestito. 5/6 posti letto, attrezzato con materassi, coperte e materiale da cucina, acqua a 200 m verso il lago Piatta.

Bocchetta del Ges

Nome Descrizione
Indirizzo Via Umberto I° n.1 - C/O Centro Visitatori
Telefono 0124901070
Punto di partenza Rifugio di Noaschetta m. 1520
Punto di arrivo Bocchetta del Ges m.2692
Tempo percorrenza Ore 3,30
Grado di difficoltà EE
Dislivello m. 1172
Caratteristiche Aggirando il rifugio, e guadagnando qualche decina di metri, si incrocia il sentiero alto e si svolta a destra. Si costeggia il torrente e risalendo il vallone di Noaschetta, ci si porta verso sinistra, sulla spalla del monte Castello, per poi deviare nuovamente a destra, raggiungendo dapprima l’Alpe Arcula e subito dopo la casa del guardaparco, a m. 1928. il sentiero sale costeggiando la forra del torrente e giunge all’inizio del Piano della Bruna. All’inizio del pianoro, sulla sinistra, si percorrono strette giravolte che salgono in direzione della Bocchetta dell’Alpetto; lambendo la base della punta e traversando, si scende verso sinistra, giungendo alla depressione del colle.

La via delle Frazioni alte - Vallone del Roc

Nome Descrizione
Indirizzo Via Umberto I° n.1 - C/O Centro Visitatori
Telefono 0124901070
Punto di partenza Fraz. Balmarossa. Partenza dalla S.P. 460 m. 1100 (parcheggio)
Punto di arrivo Pianchette
Tempo percorrenza Tempo di percorrenza ore 2,00/3,30
Grado di difficoltà E
Dislivello m. 500
Periodo consigliato Aprile - Ottobre
Caratteristiche Dopo Noasca, superati i tornanti, si parcheggia sulla destra, poco dopo il torrente. Si imbocca un sentiero piuttosto irto, che dapprima supera la frazione Balmarossa di sopra e poi, giunti quasi alla fine della strada, si prosegue a sn. su bel sentiero che, con leggera ascesa, tocca le frazioni di Crestet, Varda e Maison, giungendo alla piccola chiesetta di San Luigi, a m. 1582. Da questo punto si ha la visuale sulla frazione di Frandin, posta poco più in basso. Proseguendo si superano le frazioni di Mola, Cappelle e Potes, a m. 1552; di qui si può ammirare la splendida cascata che scende dal torrente Roc.
Attraversato il ponte sul torrente, si sale alla frazione di Borgo Vecchio, dove la chiesetta di Sant’Antonio, che sovrasta il paesaggio, è posizionata a m. 1534.
Da questo punto il sentiero comincia a scendere verso valle, toccando le frazioni di Ertà e Fregai ormai diroccate, giungendo fino a Pianchette, alla base della vecchia strada statale. Con una breve deviazione verso la frazione di Pian, si può visitare la chiesetta della Madonna di Prascundù. Di qui, proseguendo sulla strada provinciale per Noasca, si giunge al parcheggio vicino al torrente.
Note: suggestivo percorso nelle frazioni che un tempo vissero il momento di maggior densità demografica. Nel 2000, l’Ente Parco ha effettuato un piano di risanamento per salvaguardare i valori culturali presenti nelle frazioni, ricostruendo non solo scene di vita quotidiana, come la scuola di Maison, ma dando al contesto paesaggistico anche un valore aggiunto di alto pregio.
Vegetazione presente: castagneti, ciliegi, betulle.

Rifugio Ex Casa di Caccia Reale (mt 2.222) -

Nome Descrizione
Indirizzo Via Umberto I° n.1 - C/O Centro Visitatori
Telefono 0124901070
EMail info@pngp.it
Web http://www.pngp.it
Caratteristiche Parcheggiata l’auto nel piccolo spiazzo di fondo strada, salire sulla larga mulattiera fin nei pressi della borgata Varda, svoltare a destra e poco dopo ancora a destra; seguire il sentiero fino all’uscita dal bosco, poi su percorso libero su pendio più aperto mantenendo la direzione di salita del sentiero.
Quando si arriva in vista della baite Lostes, quota 1825 circa, piegare a sinistra e raggiungere le baite, superandole sulla sinistra; continuare a salire dietro le baite e superato un breve tratto un po’ più ripido, in alto a sinistra si scorge una seconda baita da raggiungere e superarla sulla destra.
Continuando nella stessa direzione si perviene in breve alle baite Gran Pra da superare a destra e salire fino alla sommità del dosso retrostante le baite; dal dosso breve discesa sul versante opposto, segue un tratto pianeggiante fino contro una barriera rocciosa che si supera su un sentiero in salita da sinistra verso destra.
Puntare ora alla baita di Pian Levà e risalire il canalino dietro le baite che ci permette di superare una seconda barriera rocciosa.
Dal pianoro superiore puntare ora all’intaglio del torrente compreso fra le rocce della punta di Ciamousseretto e le rocce che sostengono il Gran Piano; si perviene in vista di un ponticello in legno, raggiungerlo e risalire il canalino del versante opposto e si arriva alla ex Casa Reale di Caccia del Gran Piano ora ristrutturata a e trasformata in casa dei Guardaparco. Discesa per lo stesso percorso di salita.

Rifugio Noaschetta

Nome Descrizione
Indirizzo Via Umberto I° n.1 - C/O Centro Visitatori
Telefono 0124901070
Punto di partenza Noasca m. 1050
Punto di arrivo Rifugio di Noaschetta m. 1520
Tempo percorrenza Salita ore 1,15
Grado di difficoltà E
Dislivello m. 740
Periodo consigliato giugno-ottobre
Informazioni Dal piazzale imboccare la stradina che sale a destra e passando dietro la chiesa si trasforma in sentiero, sale verso la bastionata che sovrasta il paese e tocca la frazione Case Sengie; di qui la salita è meno faticosa e dopo breve si giunge all’Alpe Scialer, e poco dopo l’Alpe Lavassai, si passa sul ponte della diga e quindi al rifugio.
Note: rifugio non custodito. Struttura in muratura, con servizi igienici interni, acqua disponibile solo nel periodo estivo, cucina con fornello a gas, stufa a legna e tavoli per mangiare. Locale con 12 posti letto; l’illuminazione elettrica è prodotta con pannelli fotovoltaici.
Chiavi: al Risto-bar “Gran Paradiso” di Noasca